Latte artificiale
"Dopo trent’anni di boicottaggio nei confronti della Nestlé, accusata di promuovere il latte artificiale nei Paesi poveri o a basso reddito, la campagna contro il marketing aggressivo della multinazionale svizzera è ben decisa ad andare avanti. Era il quattro luglio 1977 quando scattò il boicottaggio dei principali prodotti della compagnia fondata da Henri Nestlé, (accreditato come inventore del latte artificiale nel 1867), in risposta a pratiche commerciali come la distribuzione gratuita di campioni di latte in polvere o la pubblicità diretta alle madri sui vantaggi del latte artificiale, propagandato come “sano quanto quello naturale”, anche nei Paesi poveri, malgrado la difficoltà di accesso all’acqua pulita per diluirlo e all’impossibilità per le donne di leggere le istruzioni in lingua straniera, con disastrose conseguenze sulla salute dei neonati." (continua qui)Continuo a non comprare prodotti Nestlé senza difficoltà, ma mi rendo conto che è una battaglia non solo contro il cinismo e l'indifferenza di questa multinazionale, ma anche contro un modo di vivere che subliminalmente sta scivolando verso l'artificiale. Provate a cercare un bambolotto senza un biberon nella confezione... è impossibile trovarlo. Il biberon è diventato uno strumento indispensabile per ogni mamma. La verità è che è uno strumento inutile, creato per un esigenza fittizia e diventato oggetto comune col tempo e con le pubblicità. Secondo la Leche League solo una mamma su centinaia di migliaia ha realmente bisogno di ricorrere all'allattamento artificiale. Nonostante questo, quasi tutte le mamme ricorrono al biberon. Chiediamoci perché.
E poi chiediamoci come è possibile promuovere qualcosa di assolutamente inutile (l'allattamento artificiale) in paesi dove le condizioni sanitarie sono drammatiche, l'acqua un bene quasi introvabile, il latte in polvere qualcosa di troppo costoso. Le mamme ottengono campioni gratuiti di latte Nestlé, lo diluiscono per non finirlo troppo presto, i loro bambini muoiono di dissenteria e di denutrizione.
E' sapendo questo che vado in un supermercato. E trovo i prodotti Nestlé, con tanto di simbolo di passerotto nel nido. E non comprarli non mi costa niente.
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