04 gennaio 2008

E la costituzione? Bene grazie.

Scusate l'assenza. Sono stata male. Malissimo a dire la verità... febbre alta, notti in bianco... il tutto perché nel mio cervello sono convinta che l'influenza (chi può) debba prenderla e non vaccinarsi. A parte il fatto che non mi va di arricchire qualche casa farmaceutica a caso, la mia motivazione principale però resta che non voglio arrendermi all'idea di aver paura dell'influenza. La paura fa comodo, e la paura della cose di tutti i giorni fa comodo ancora di più. Perciò, siccome sono ancora giovane e vigorosa (!!!) ogni anno attendo i miei quattro giorni di influenza con tranquillità, fabbrico i miei anticorpi, evito medicinali inutili e trascorro il tempo leggendo libri e bevendo thé. Che detto così sembra una vacanza di piacere, ma in realtà qualche anno può dirti sfiga, e infatti quest'anno l'influenza mi ha presa allo stomaco. Una tragedia! ...capite cosa vuol dire avere fame e non poter mangiare? Da girone dell'inferno dantesco.
Per qualche giorno ho anche fatto a meno del computer. Non so perché ma nell'immobilità non mi andava neppure di aprirlo, ho preferito leggere leggere. La colonna di libri ammucchiati sul mio comodino si è ridotta di moltissimo. E ora che ho ripreso a navigare ho scoperto (sul blog di Sergio) che qualche blogger ha lanciato un'iniziativa bizzarra, e cioè darsi da fare per rivalutare la nostra costituzione! Un'iniziativa di Solleviamoci.

Non è un'idea nuovissima. Mauro Biani promuove la cosa già da tempo, così come Dario Fo, e anche Marco Travaglio non smette di ripetere che la Costituzione italiana è roba che gli altri stati ci invidiano. Però l'iniziativa è nobile, e magari finirà per raccogliere insieme tutte le piccole vocine come la mia che girano su internet. Insomma si parlerà per una volta tutti insieme di una cosa importante.
Io ogni volta che rileggo la costituzione mi stupisco di quante volte essa sia -semplicemente- ignorata. Secondo la nostra carta, gli stipendi devono garantire una vita dignitosa. Incredibile, vero? E dice che bisogna tutelare il patrimonio ambientale. E anche che la scuola privata è ammessa ma non deve far ricadere oneri sullo stato. Poi dice che ognuno deve essere libero di esprimere le proprie opinioni, anche su giornali e con qualsiasi mezzo. E che la magistratura deve essere libera e indipendente. E che ripudiamo la guerra. E che la repubblica (articolo 1) è basata sul lavoro, e non sugli interessi e sulle rendite dei capitali... sul lavoro!!! Roba forte.
Insomma mi sembrava il caso di unirmi al coro.
Detto questo... Buon 2008 a tutti!

PS dovrei anche spendere qualche parola sulla questione della 194. Forse ne riparlerò. L'anno nuovo non comincia per niente bene.

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09 dicembre 2007

Libertà personali

C'è un parlamentare (sì... sempre lui) che si lamenta perché è stato intercettato illegalmente. La storia è uscita diversi mesi dopo la sua decisione di sospendere un magistrato che indagava tra gli altri su di lui. Quell'azione disciplinare ha ribaltato mezza opinione politica!!! Per un po' a cercato di fare la vittima... Adesso cerca di giustificarsi con ogni mezzo. L'unica giustificazione credibile sarebbe ridare le indagini al magistrato al quale sono state tolte, e lasciarle procedere. Altrimenti è lecito che i cittadini ti diano dello schifoso! Ma forse va oltre la sua comprensione.
A proposito si libertà personali non mi sorprende il fatto che abbiano sospeso il programma di Daniele Luttazzi dopo la quinta puntata, a quanto pare tutta dedicata all'Iraq. Avevo visto una puntata sola di quel programma, e spero che le cose non siano andate come Daniele stesso racconta nel suo blog!!! Speravo un giorno di trovare il dvd, magari nascosto tra le riviste di televisione, messo lì per sbaglio, comprarlo e recuperare il perduto. A quanto pare la libertà di ognuno di giudicare personalmente se qualcosa in tv ci piace o no, noi spettatori non ce l'abbiamo più. Perduta assieme a tante altre, senza che quasi nessuno se ne sia accorto...

PS Arriva l'inverno! La stagione più bella dell'anno! Oggi ho fatto l'albero di Natale. Aho!, ci fosse un regalo per me!!! Ma è romantico lo stesso... spegnere la luce e restare a guardare i bagliori luccicanti che colorano le pareti della casa.

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26 novembre 2007

Solo quattro contro la guerra atomica

Ieri ho visto per la prima volta una intera puntata di Decameron, il programma di Daniele Luttazzi su La7. Non me ne sarei persa una puntata, ma lo mandano in onda il sabato sera, l'unico giorno che ho per fare tardi con gli amici... e quindi non l'avevo mai seguito. Però lo scorso sabato, da brava furbetta, l'ho registrato!!! L'ho vista ieri sera e ho scoperto con piacere che anche Daniele ha riportato la lettera di disappunto che Padre Alex Zanotelli ha scritto l'indomani del rifinanziamento delle missioni di guerra da parte del nostro parlamento. E' davvero scandaloso che solo quattro senatori abbiano votato contro il rifinanziamento! C'è qualcuno che rappresenti davvero le persone pacifiste, in parlamento? E come mai nessuno è stato informato di questa cosa? Ma non c'è nessun giornalista che su un qualsiasi telegiornale o giornale non abbia trovato rifinanziare le guerre e comprare caccia bombardieri una cosa completamente contraria al pacifismo della sinistra? Comunque... ho saputo che si può aderire ad un appello, promosso proprio da Alex Zanotelli, e se anche non servisse a nulla, che sia almeno per far sentire la nostra voce, per far sapere che esistiamo!!! Le adesioni vanno inviate alla casella di posta email di Zanotelli: alex.zanotelli@libero.it... Come diceva Don Milani: facciamo tutto il possibile, e se poi non avremo salvato il mondo, ci saremo almeno salvati l'anima!

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01 novembre 2007

Halloween per xenofobi

Tira aria di allarme sociale. Ma è un'aria stantìa, ritrita, chiusa. E' l'aria che stagna nei cervelli sigillati di tanti italiani che afferrano il tram del luogo comune e dell'opinione più gettonata. Dritti verso la politica del terrore, importata direttamente dagli USA, dove riscuote tanto successo. Questo pezzo di Pino Corrias è tratto dall'ultimo numero di Vanity Fair.

Non c’è niente di più allarmante dell’allarme che tutti i santi giorni fischia sui giornali e sulle Tv. Ci sentiamo assediati dagli ubriachi al volante, ignorando che sono comparsi dal nulla non per un maleficio alcolico, ma perché, nell’ultimo anno, si sono moltiplicati (da quasi zero a mille) i controlli sui guidatori coinvolti nella ordinaria sequenza di incidenti con morti e feriti.
Ci sentiamo assediati dai clandestini che assaltano le nostre villette isolate, dai detenuti liberati dall’indulto o scarcerati dalla legge Gozzini. Ignorando che tutti gli indicatori del crimine in Italia, dal 1991 ad appena ieri, sono scesi in modo costante. Gli omicidi, per esempio, dal tetto dei 2.000 morti ammazzati di quindici anni fa sono diminuiti fino ai 621 morti dell’anno scorso. Negli ultimi dodici mesi sono aumentate (di poco) le rapine e sono diminuiti (di poco) i furti.
In quanto alla Gozzini, la legge che dal 1986 consente il lavoro esterno e la semilibertà ai detenuti che con la buona condotta hanno scontato almeno metà della pena, annovera dati eccellenti. Ne hanno usufruito 42 mila detenuti. L’hanno tradita commettendo un nuovo reato in 132, una quota irrisoria, lo 0,16 per cento.
Senza contare l’effetto profondo che la legge Gozzini ha riverberato nella vita dei detenuti: non un’altra serratura che chiude i cancelli, ma una finestra che si apre alla speranza e a un obiettivo da conseguire, con la lentezza del giorno per giorno. Certo poi accade che esca il pluriomicida Angelo Izzo (anno 2005), che dopo 29 anni di carcere torna a uccidere. O l’ex brigatista Cristoforo Piancone (anno 2007), che dopo 25 anni di carcere tenta una rapina a Pisa.
Due casi. Due errori. Due cattive ragioni, contro quarantaduemila buone.

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29 ottobre 2007

Apologia di Comunismo

Ok, armatevi di sorriso e leggete qual è l'ultima esaltante proposta del deputato Luca Volonté: il reato "apologia di comunismo". Queste sono le sue parole: "siamo un Paese vergogna, è necessaria una operazione verità sui 100 milioni di morti irrisi dai comunisti al governo. Staneremo uno per uno i fedeli amici di Lenin e dei suoi gulag". L'articolista di Repubblica.it scrive il pezzo in maniera ironica, come altro non si potrebbe fare. Certo nessuno di noi aveva bisogno della conferma della demenza cerebrale di Luca Volonté... però mi domando... se viene fatta la legge... e se mi volessi costituire... poi cosa accadrebbe? Perché il reato "apologia di fascismo" invece esiste, e proprio sabato scorso nella piazza del paese una coregrafica sbandierata di croci celtiche e tricolori circondava il banchetto di un gruppo di studentelli che raccoglieva firme per non so cosa. Anche se per il TG2 la differenza tra nazi-fascismo e comunismo non esiste (forse questo ve lo siete perso), io la storia la studio e gradirei che Volonté tornasse a fare qualcosa di meno impegnativo politicamente, tipo non so, il tassista.

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22 ottobre 2007

Azienda in attivo

Una volta Piero Ostellino scrisse in prima pagina sul Corriere della Sera che la Mafia aveva un ruolo importante nell'economia della Sicilia. Lo venni a sapere dal blog di Luttazzi, non sapevo se arrabbiarmi o sorridere. Oggi sul Corriere.it c'è in primo piano la notizia che la più grande azienda in Italia è proprio la Mafia, con miliardi di fatturato.
Potrei pensare che sia perché al governo abbiamo condannati per Mafia, oppure perché nella commissione antimafia ci sono persone poco rispettabili. Oppure che sia perché ai magistrati che indagano su un certo tipo di affari vengono messi centinaia di bastoni tra le gambe. Chi li insultava prima che saltassero in aria ora è presidente della regione Sicilia. Chi li trasferisce è Ministro della Giustizia.
Invece penso che sia una conseguenza naturale. Se voti la Mafia al governo, la Mafia fa affari d'oro, e risparmia le bombe per tempi più cupi... insomma credo che la colpa sia degli italiani.

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16 ottobre 2007

I difetti di Travaglio

Leggevo su Anna (un giornale femminile di quelli che tentano disperatamente di nascondere di essere di sinistra, ma che lo fa con stile) di una lettrice che si appellava al giornale per sapere se Marco Travaglio avesse almeno un difetto. Insomma voleva che si rompesse l'incanto, che si scoprisse almeno che lascia i calzini in giro o che la domenica fa zapping sul canale di sport... Mitica! Le ha risposto Marco Travaglio stesso, visto che scrive su Anna anche lui, dicendo che di difetti ne ha tanti, e che qualcuno lo ha addirittura svelato sul suo blog personale, voglioscendere.it, che io non conoscevo. Così, appena arrivata a casa, sono saltata sul computer e sono andata a curiosare. Ma sono rimasta un po' delusa. Innanzitutto perché è un blog corale, tenuto non solo da Travaglio ma anche da Peter Gomez e Pino Corrias (anche se in effetti si possono visualizzare facilmente solo i suoi messaggi)... e poi parla solo di cose serie!!! Dove sono quei post autobiografici di cui parlavi??? Marco parlaci un po' di te!!!

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11 ottobre 2007

Anche io!

Anche io sostengo la petizione per la salvaguardia della rete come mezzo libero di informazione.
Il giornalismo libero esiste ancora (oltre che su pochi giornali). Lo si può trovare su internet, dove i proprietari dei blog sono liberi, davvero liberi, di scrivere quello che vogliono, nello spazio che desiderano, con le parole che ritengono più opportune... come dovrebbe essere ovunque (radio e televisione per primi) ma come purtroppo non è.
Non tutti i blog naturalmente sono giornalismo (il mio non lo è, è solo il mio diario, non mi stancherò mai di ripeterlo). Ma sono convinta che lo stato dovrebbe promuovere una rete di blog di professionisti, incentivare la pubblicazione degli articoli su internet, dare risalto alle opinioni delle grandi firme che scrivono in rete. E soprattutto, trovo bellissimo che si possa commentare quello che un giornalista scrive, interagire con lui, fargli arrivare un pensiero, una critica, un commento.
Firmate la petizione!!!

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05 ottobre 2007

Il Ku Klux Klan dell'informazione

Stamattina non riuscivo a stare seria mentre leggevo di come Mastella abbia accusato Annozero di essere il Ku Klux Klan dell'informazione. L'ira del nostro ministro della giustizia risulta ancora più ridicola se accostata alla vicenda di Fabio di cui ho scritto ieri. Da una parte c'è una persona che è stata diffamata senza conseguenze per i media, dall'altra un ministro che parla di presunta diffamazione contro una trasmissione che ha semplicemente riportato fatti e opinioni su di lui. Esprimere opinioni e divulgarle è un diritto costituzionale, denunciare le persone per diffamazione è un diritto di chi si sente danneggiato da calunnie. Sparare assurdità in conferenza stampa senza con la sicurezza che saranno pubblicate senza alcuna critica da parte dei giornalisti italiani è la realtà dei fatti. Stamattina ho visto la puntata di Annozero di cui straparlava Mastella (lui, secondo il corriere, non l'ha nemmeno vista!!! "Il Guardasigilli premette di non aver visto la trasmissione di Santoro"). Un po' confusionaria, un po' difficile capire quale filo si volesse seguire, un po' noiosa... ma non ci ho trovato niente di scandaloso. Io però non sono Mastella!!!
La giornalista del corriere riporta le parole di Mastella a riguardo. Io commento in corsivo.

Allora, che effetto le ha fatto Anno Zero?
«Io sono sereno perchè ho la coscienza a posto, ma penso che così non si può andare avanti. Non abbiamo assistito a una trasmissione, ma a un linciaggio. A un processo stalinista».
Mastella, lo vorrei ricordare, non ha visto la trasmissione. Poi però dice di averla vista. Ma al contrario di tutti noi ha assistito ad un linciaggio e a un processo stalinista. Magari! Io mi sono annoiata a morte!!!

Però ministro in due ore e mezza di trasmissione si sono viste interviste, lette carte, ascoltate intercettazioni, ottenute testimonianze

«No guardi, quella non era affatto un'inchiesta giornalistica, che può essere spietata ma se è seria è benvenuta. Quello che ha messo in onda Santoro è stato solo un giornalismo d'accatto, livoroso, rispetto al quale bisogna far fronte comune, perché oggi è toccato a me ma domani potrebbe toccare a chiunque altro, e non è tollerabile».
La giornalista fa notare a Mastella che la trasmissione era struturata con serietà. Mastella risponde che non era seria. Conclude temendo che si facciano puntate di Annozero che tocchino l'operato di altri politici. Che orrore!

Sta chiedendo solidarietà ai suoi colleghi della maggioranza?

«Mi rivolgo a tutti gli uomini che amano la libertà. La mia è una chiamata a raccolta degli uomini liberi di questo Paese».
Quelli che amano la libertà suppongo siano felici che ognuno possa esprimere le sue opinioni (e poi eventualmente subirne le conseguenze). Cioè quello che è accaduto, e di cui Mastella si lamenta!!!

Una chiamata a raccolta contro Travaglio e Santoro?

«Non vorrei nemmeno parlare di un giornalista come Travaglio, che sembra non abbia diritto di parola e invece scrive su più giornali lui di chiunque altro tra i suoi colleghi...».
Se nessuno glielo toglie, Travaglio continuerà ad avercelo quel diritto, come tutti noi. Mastella si sconvolge che un giornalista possa scrivere più pezzi di un altro. Io mi stupisco che certi giornalisti possano fare i giornalisti senza stare sulle scatole ai politici.

Le ha dato del piduista «professionista », con tanto di finto omaggio di Gelli: che replica?

«Intanto vedremo come replicare, lo vedremo presto: cappuccio io? Io che di quel mondo mai ho fatto parte? Pazzesco... Comunque, sa che mi viene spontaneo?
Mi viene di difenderla la massoneria, perché non è accettabile il linciaggio di nessuno, nessuno al mondo».
Travaglio in maniera farsesca assegnava il cappuccio d'oro di Gelli a Mastella proprio perché il ministro Clemente sta attuando tutti i piani di Gelli senza aver fatto parte della P2. Cioè Mastella si sta lamentando di un artificio comico irriverente! Una sindrome tipicamente Berlusconiana.
...Poi nessuno si stupisce se gli viene spontaneo di difenderla, la massoneria, visto che trasferisce i magistrati che indagano contro di essa.


Adesso porterà avanti l'iniziativa minacciata dall'Udeur, presenterà in Senato una mozione di sfiducia contro il Cda Rai?

«Non lo so ancora, sono tutte cose che vedremo nelle prossime ore».
Durante le quali magari si preparerà meglio per le interviste. Fino ad ora non ha ancora fatto un solo riferimento a quanto detto in trasmissione. La giornalista di cosa sta scrivendo???

E dei magistrati che hanno partecipato alla trasmissione - la Forleo in collegamento e de Magistris con un'intervista registrata - cosa pensa?

«E' un problema del Csm, non mio, non me ne occupo. Io sono uno che l'autonomia della magistratura la rispetta».
Beh certo lui ci prova! Poi ci pensa il Csm. La giornalista conclude così l'intervista. Un pezzo di giornalismo che passerà alla storia.

Complimenti a Mastella per le preziose dichiarazioni e a Paola di Caro per l'arguto modo con il quale ha incalzato il ministro. Voglio fare anche io la giornalista!!!

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04 ottobre 2007

Il giornalista che fa carriera

Uno dei lettori più accaniti del mio diario personale online è stato di recente il protagonista di un disgustoso caso di diffamazione. E' vero che il giornalismo in Italia è ridotto malissimo, ma la presenza di casi come questi, così pieni di abusi, scorrettezze, usi impropri della privacy, servilismo verso il potere, distorsione della realtà, mancanza di rispetto verso i più deboli... beh la presenza di casi come questi non fa che confermare lo schifo nauseante nel quale naviga l'informazione italiana.
La storia è semplice: Fabio scrive ad un giornalista per protestare contro un articolo diffamatorio nei confronti delle persone che frequentano il blog di Grillo. Il giornalista tagliuzza la mail di chi gli scrive e la pubblica sul giornale come prova dell'odio che circola contro di lui, baluardo di verità. Il TG1, con l'astuzia di cui è noto, confeziona un servizio sui commenti nazisti del blog di Grillo e la mail e l'indirizzo email di Fabio finiscono sugli schermi di cinque milioni di italiani, inquadrando proprio la sua mail, come se Fabio fosse autore di qualcuno di quei commenti e non avesse invece protestato contro quel giornalista cretino.
E' un meccanismo che funziona senza alcuna conseguenza per gli idioti che fabbricano servizi insulsi su argomenti stupidi per compiacere il potente di turno, e nel frattempo calpestano chi non c'entra niente con superficialità e leggerezza.
Il giornalista incapace ha scoperto l'acqua calda: su un blog che riceve 2500 commenti al giorno ci sono dei commenti nazisti. Invece di lodare il fatto che un blog lasci libero di commentare chiunque (cosa che molti bloggatori temono, e infatti selezionano i commenti a priori), l'articolista se ne lamenta. Ci vuole controllo. Lo stesso che probabilmente subisce ogni giorno dai suoi superiori. Per fortuna i blog sono un'altra cosa.
Maggiori dettagli sulla vicenda di Fabio: leggete qui.

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15 settembre 2007

Bum!

Quando ero ancora studentessa, il mio professore di Fisiologia mi disse che "morte cerebrale" era in realtà una ridondanza perché l'unica vera morte, per la scienza, è quella cerebrale.
Se il Papa annuncia che "lo stato vegetativo non è morte", non dice nulla di eclatante. Mi sembrava che avesse azzardato l'assurdo, ho pensato che volesse sdoganare la morte cerebrale, invece parlava del coma, dello stato vegetativo persistente, della morte corticale. Cioè delle solite cose, di diritti che attualmente sono già garantiti ai pazienti in questo stato. In fondo, nessun sistema legale al mondo stabilisce che questi pazienti siano morti, e nella maggior parte dei casi hanno diritto alle cure mediche.
E adesso mi sento un po' meno Galileo!!!

*Aggiornamento: il Papa parlava solo di stato vegetativo o morte corticale, che io ho confuso con la morte cerebrale. Ho riscritto questo blog. Le mie perplessità restano. Mentre sulla morte cerebrale non c'è dubbio (sei morto!) su quella corticale, ce è un coma irreversibile, c'è un'accesa discussione medica. Adesso sappiamo anche cosa ne pensa il Papa. Non che avessimo dubbi in proposito.

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12 settembre 2007

Smantellamento

Oggi passavo per caso dalle parti di SkyTG24 e ho notato che il loro sondaggio del giorno era: vorresti che Beppe Grillo entrasse in politica o che continuasse a fare il comico?
Naturalmente la stragrande maggioranza degli italiani ha risposto che vuole che resti a fare quello che da sempre fa, cioè il suo mestiere, cioè il comico. Visto tra l'altro che non ha mai chiesto di fare altro. Se sono i comici a dover risvegliare le coscienze, non è colpa di Grillo, ma della situazione attuale dell'Italia. I giornalisti fanno i lacché, la patata bollente è passata a Luttazzi, Grillo, Sabina Guzzanti.
Più tardi apro la posta e noto questa notizia sul portale di yahoo: nonostante il successo del V-Day, gli italiani non vogliono un partito di Beppe Grillo. Che significa "nonostante"? Non solo non era quello il senso della manifestazione, ma a nessuno dei 300.000 firmatari della legge proposta da Beppe Grillo ha mai sfiorato l'idea che il comico potesse aprire un partito. Anzi, non l'idea non ha sfiorato nemmeno lui. Che razza di sondaggio è?
Mi sono scoperta ingenua e incredula come una tredicenne. La risposta a tutto questo ce l'avevo già, ma ero troppo pigra per allacciare i fili, per guardare in sù, verso la grande trama. Stanno gestendo le notizie a loro piacimento, senza informare su cosa è successo e sul significato della manifestazione, ma depistando l'attenzione su sondaggi che sono sbagliati nell'impostazione per creare precedenti insulsi su cui discutere. Già vedo il politico di turno a Ballarò a riprendere questa notizia per avvalorare l'ipotesi che il V-Day non è stato altro che uno sfogo isterico di massa. Probabilmente si aprirà un dibattito sul nulla, e finiranno per concludere il nulla.

PS Hanno pestato i leghisti che andavano a manifestare il loro razzismo all'estero! Come mai non sono mai al posto giusto per godermi lo spettacolo!!! Borghezio ha detto che hanno violato il diritto di espressione e la libertà di pensiero! Ahahahah era tanto che non ridevo così!!!

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09 settembre 2007

Appena sveglia, a mezzogiorno

Ieri sono stata al V-Day di Roma. Erano appena le cinque quando dal palco hanno annunciato di aver raccolto già 4.000 firme. Le persone continuavano ad aumentare e nonostante non ci fosse nulla a parte il palco, i tavoli per la raccolta firme ed un paio di chioschetti di altri enti no-profit, vi assicuro che verso ora di cena c'era veramente un sacco di gente!!!

Io mi sono gettata su un prato, bivaccando alla grande con gli amici. Dal vecchietto al sedicenne alla mamma con i figli, c'era ogni genere di persona a Parco Schuster. Molti si sarebbero poi riversati per le strade di Roma per festeggiare la notte bianca, ma fino alla fine degli spettacoli sono rimasti lì, a fare presenza, per poter dire che c'erano. Le file per mettere le firme erano lunghissime e praticamente tagliavano il parco in più settori. Nemmeno quella per comprare le magliette o quella per avere un caffé erano così interminabili!!! Io, che ho firmato presso un banchetto a parte riservato a chi era di fuori Roma, ho passato tutto il tempo a godermi la gente. Ho conosciuto un sacco di persone, ho parlato con i volontari di Emergency e con quelli che promuovevano il dimezzamento degli stipendi ai parlamentari. Ho ascoltato vaffanculi in tutte le lingue. Ho gridato anche io vaffanculo, quando un gruppo di imbecilli di Forza Nuova si sono presentati sventolando uno striscione con scritto vaffanculo all'8 settembre 1943... nostalgici della guerra e della dittatura cresciuti senza aver mai vissuto nessuna delle due cose. Sul palco quando sono arrivata c'era Greg (ma Lillo, che fine ha fatto?)... abbiamo passato il pomeriggio e la serata a chiacchierare con tranquillità di argomenti tanto seri da non poterne parlare altrove senza essere presi per fanatici. E' stata una bella esperienza.

Epilogo. Oggi mi alzo a mezzogiorno (eh! la notte bianca) ed apprendo che quel cretino di Pierferdinando ha commentato che il V-Day è stata una manifestazione di cui vergognarsi. Casini qualcosa doveva dire, visto che tutte quelle persone erano in piazza a fargli capire che si vergognano di lui. E lui ribatte che si vergogna di loro! I giornalisti tacciono.
I telegiornali che accennano all'evento ne parlano come se fosse stato uno spettacolo di cabaret di Beppe Grillo. Qualcuno, dando voce a Casini, fa sembrare che le persone siano scese in piazza per sbeffeggiare Marco Biagi, quando ovviamente si parlava della legge alla quale hanno dato il suo nome. Di Marco Biagi non me ne frega niente. La legge Biagi invece fa schifo. Ma cosa pretendevo, che i TG informassero?

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20 agosto 2007

Serie raccomandazioni

I diritti umani sono a rischio. Human Rights First dice che sempre più sono a rischio i diritti delle minoranze religiose, etniche o di qualsiasi altro tipo. I crimini di antisemitismo hanno raggiunto il picco più alto dal 1984, le violenze contro gay e lesbiche sono in aumento, le discriminazioni contro i mussulmani sono ovviamente in ascesa. Il tutto, dice il rapporto, nell'indifferenza dei governi degli stati europei.
Quelli di Human Rights Forst non sanno che in Italia i razzisti li votiamo e li mandiamo al governo. Gente che fomenta l'odio razziale diventa ministro e promuove l'intolleranza in televisione. Il bigottismo è una cosa di cui vantarsi, quindi se i gay non hanno ancora quei diritti di convivenza che un parlamentare già ha, non c'è nulla di sbagliato. Se un politico vuole prendere a cannonate gli immigrati è la norma, anzi è una nota di colore. E se le autorità religiose appoggiano tutto questo, con tanto di pseudo-crociate ideologiste contro l'invasione islamica della nostra povera "eurasia", c'è sempre qualche onorevole che è d'accordo con loro e che prende voti per questo.
Human Rights First dovrebbe chiedere all'Onu di considerare l'Italia un paese in piena regressione socio-culturale. E dovrebbe chiedersi perché il suo rapporto non appare nella prima pagina di nessuno dei giornali principali, troppo impegnati a riportare la soluzione dell'ultimo omicidio con giallo estivo all'italiana.

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11 agosto 2007

Assassini

«Tiziano Treu e Marco Biagi sono assassini. [...] Certe leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza» (Francesco Caruso, Prc, da Corriere.it).

Da quando Caruso ha pronunciato queste parole ho seguito una dozzina di edizioni di telegiornali. I servizi riportavano lo sconcerto e l'indignazione unanime di tutta la classe politica. Qualche dichiarazione: "parole indegne" "delirio" "sono parole inqualificabili" "incompatibile con la linea politica del partito" "parole da cui prendere le distanze".

Ci fosse stato UN SOLO servizio che avesse spostato l'attenzione su COSA ha detto Caruso, anziché sulle reazioni indignate dei politicanti di massa. Sinceramente, davvero chi fa i TG pensa che agli italiani gliene importi qualcosa di cosa ne pensa Schifani, o Bondi, o Gasparri dell'uscita di Caruso? Non sarebbe più interessante intervistare un esperto del mondo del lavoro, un economista, un analista e discutere del merito della questione? La precarizzazione sta veramente mietendo vittime? I contratti a termine hanno aumentato o diminuito le garanzie dei lavoratori? Che uso ne fanno i grandi imprenditori di questi contratti? In che condizioni lavorano gli operai nei cantieri, ed in che modo la situazione è cambiata dopo l'applicazione di questa legge? Sabrina nel suo laboratorio, con il contratto che ha, sarebbe in qualche modo tutelata se gli esplodesse in faccia una bombola di idrogeno?

Questa vicenda illustra perfettamente il metodo con il quale si aggirano le notizie per coprirle di opinioni. Caruso denuncia la precarietà dei lavoratori nei cantieri con una sparata plateale. Si parla della sparata plateale. Dei lavoratori non importa niente a nessuno. O perlomeno, a nessun direttore di TG.

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06 agosto 2007

Tornata

Datemi il tempo di tornare acida come sono al solito.
Ho letto che in spiaggia si cucca di meno che su internet. Non so chi è che fa questi sondaggi se il soggetti intervistati siano realmente presi a caso, ma ogni volta che ne leggo uno nuovo mi sento sempre meno parte del campione medio italiano. Probabilmente è un bene.

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17 luglio 2007

Cibo avvelenato a poco prezzo?

Qualche giorno fa Papacito mi consigliava di leggere questo articolo del Corriere.it.
La depenalizzazione del reato in questione è da criminali. In pratica, se un'azienda dovesse vendere salmone colorato con sostanze tossiche, oppure alimenti inquinati da metalli pesanti, o anche carni avariate, ebbene nel momento in cui viene scoperto il reato (verosimilmente molto tempo dopo) la pena sarebbe una sanzione fino ad un massimo di 80.000 euro.
Naturalmente 80.000 euro sono una cifra enorme per il pescivendolo della via all'angolo, però mi chiedo se siano una pena sufficiente ad impedire che un qualsiasi grosso gruppo industriale desista dall'intossicarci tutti per anni e anni vendendoci cibo tossico senza farcelo sapere. Perché intanto, in quegli anni, potrebbe guadagnare a sufficienza da pagarne 100 di sanzioni simili, sulla pelle di tutte le persone che si sono mangiate il cibo tossico.

Mi sono ricordata a questo proposito dell'enorme quantità di informazioni falsissime e tendenziose che i vertici di note industrie alimentari italiane furono in grado di elargire su giornali, telegiornali e Porta a Porta quando scoppiò il caso mucca pazza anche in Italia. Report confezionò un servizio apposta sull'argomento, nel quale tra l'altro venivano portate per la prima volta all'attenzione di telespettatori storditi da reality show le colpe di aziende come Montana, che esportava carne avariata e macellava le vecchie mucche negli omogeneizzati. Il poco onorevole Giovanardi (allora era ministro) appena lo scoprì, anziché ergersi in difesa dei cittadini, tuonò contro Report.
Insomma siamo in buonissime mani.

Se poi, come sottolinea l'articolista del Corriere, le multe per chi diffonde le notizie sono più alte che per chi avvelena i cittadini (che la notizia sia vera o meno), siamo veramente spacciati. In pratica se la notizia genera "allarmismo" scattano sanzioni fino a 100.000 euro. Un giornalista con famiglia ci penserà due volte prima di pubblicare notizie sul presunto crimine commesso da qualsiasi grossa azienda alimentare, perché se poi l'azienda viene assolta si troverà a pagare di tasca propria. Un vero e proprio bavaglio all'informazione.

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11 luglio 2007

Articolo 21

IL BLOG DI PIERO RICCA BLOCCATO DALLA FINANZA
SU QUERELA DI EMILIO FEDE

di Piero Ricca

Emilio Fede mi ha querelato e la finanza ha cambiato le chiavi di accesso al mio blog, impedendomi di pubblicare nuovi articoli.

Il blog mi è stato chiuso su richiesta del pubblico ministero romano Giuseppe Saieva, con atto del gip Cecilia Demma. Il "sequestro preventivo" mi è stato notificato alle 14,00 di oggi 10 luglio da due agenti del "nucleo speciale contro le frodi telematiche" della guardia di finanza, venuti appositamente dalla capitale. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la contestazione al circolo della stampa di Milano del 16 aprile 2007.

In esecuzione del medesimo provvedimento è stato cancellato dal blog un mio articolo relativo alla vicenda Fede e i commenti a margine dei lettori. Per motivi tecnici non è stato possibile, come pure era stato richiesto dall'autorità giudiziaria, togliere il video da youtube. Non si è arrivati all'oscuramento totale del blog, che pure era stato prospettato nel decreto di sequestro preventivo, solo perché gli agenti della finanza hanno adottato la soluzione di modificare la mia password di amministratore di www.pieroricca.org, previa missione mattutina a Sarzana (La Spezia), sede legale della società di gestione del blog.

Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro. [...]

Altrettanto naturalmente questo è l'ennesimo tentativo di mettere a tacere una voce dissonante, e pertanto "pericolosa". Mi auguro che finisca come per Travaglio e Luttazzi, con i signori querelanti che vengono obbligati a pagare tutte le spese giudiziarie e i querelati dichiarati assolutamente innocenti (almeno finché con una legge apposta non verrà restaurato il reato di opinione). Constatare se c'è stata diffamazione è semplice: basta controllare se i fatti esposti nel blog erano veritieri o costruiti per screditare la vittima in questione (Emilio Fede). E' così semplice che la sentenza arriverà fra minimo cinque anni, e nel frattempo il querelante avrà ottenuto il suo scopo: zittire il querelato. Chi ha i soldi può farlo, gli conviene farlo... e lo fa.

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02 luglio 2007

Latte artificiale

"Dopo trent’anni di boicottaggio nei confronti della Nestlé, accusata di promuovere il latte artificiale nei Paesi poveri o a basso reddito, la campagna contro il marketing aggressivo della multinazionale svizzera è ben decisa ad andare avanti. Era il quattro luglio 1977 quando scattò il boicottaggio dei principali prodotti della compagnia fondata da Henri Nestlé, (accreditato come inventore del latte artificiale nel 1867), in risposta a pratiche commerciali come la distribuzione gratuita di campioni di latte in polvere o la pubblicità diretta alle madri sui vantaggi del latte artificiale, propagandato come “sano quanto quello naturale”, anche nei Paesi poveri, malgrado la difficoltà di accesso all’acqua pulita per diluirlo e all’impossibilità per le donne di leggere le istruzioni in lingua straniera, con disastrose conseguenze sulla salute dei neonati." (continua qui)

Continuo a non comprare prodotti Nestlé senza difficoltà, ma mi rendo conto che è una battaglia non solo contro il cinismo e l'indifferenza di questa multinazionale, ma anche contro un modo di vivere che subliminalmente sta scivolando verso l'artificiale. Provate a cercare un bambolotto senza un biberon nella confezione... è impossibile trovarlo. Il biberon è diventato uno strumento indispensabile per ogni mamma. La verità è che è uno strumento inutile, creato per un esigenza fittizia e diventato oggetto comune col tempo e con le pubblicità. Secondo la Leche League solo una mamma su centinaia di migliaia ha realmente bisogno di ricorrere all'allattamento artificiale. Nonostante questo, quasi tutte le mamme ricorrono al biberon. Chiediamoci perché.
E poi chiediamoci come è possibile promuovere qualcosa di assolutamente inutile (l'allattamento artificiale) in paesi dove le condizioni sanitarie sono drammatiche, l'acqua un bene quasi introvabile, il latte in polvere qualcosa di troppo costoso. Le mamme ottengono campioni gratuiti di latte Nestlé, lo diluiscono per non finirlo troppo presto, i loro bambini muoiono di dissenteria e di denutrizione.
E' sapendo questo che vado in un supermercato. E trovo i prodotti Nestlé, con tanto di simbolo di passerotto nel nido. E non comprarli non mi costa niente
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25 giugno 2007

Dedica

WASHINGTON (ansa) - Il suo nome, Hank Medress, nessuno lo conosceva, neanche negli Stati Uniti. La sua canzone sì, in tutto il mondo: "Wimowhe - The lion sleeps tonight' è diventato un ritornello che ha attraversato frontiere e generazioni e che ancora oggi viene ripetuto su radio e tv. Hank Medress, che aveva un cancro, è morto lunedì scorso a Manhattan, New York, dove era nato. Aveva 68 anni. Ne aveva solo 15, invece, quando con Neil Sedaka lanciò presso la Lincoln High School di Brooklyn un giovane quartetto canoro, i Lino-Tones. Sedaka lasciò presto il quartetto, per una carriera da solista. Medress no: restò, fondò i Tokens e nel 1961 uscì con "Wimowhe- The lion sleeps tonight'", ipnotico ritornello derivante da una melodia sudafricana. Quel ritornello, che nel 1961 rimase per mesi negli Stati Uniti in testa alle classifiche di vendita, lo ha cantato tutto il mondo: "A'wimovhe-a wimowhe...In the jungle, the morning jungle, the lion sleeps tonight....".

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