25 novembre 2008

Incredibile

...Avete visto? Dopo l'ultima puntata di Report, qualcosa è accaduto!
Solitamente, finita la trasmissione e dopo aver spento la televisione, mi sorprendo a fantasticare sulle disastrose conseguenze che le inchieste appena viste avranno, a rigor di logica, sulla società e sulla politica italiana. Poi apro il giornale, lunedì, martedì, mercoledì... niente. Tutto resta immobile, non cambia nulla. Nessuno parla di quello che la trasmissione ha rivelato. Nessuno che si vergogna, nessuno che commenta... se non in trafiletti nascosti in dodicesima pagina (senza che si dica niente di eclatante nemmeno in quei trafiletti). Insomma sono contenta. Di Carlo se ne va a casa. Mi illudo che sia l'inizio di una nuova moda, di una nuova tendenza, dove chi si comporta scorrettamente lascia l'incarico che gli è stato affidato indirettamente dai cittadini. Anziché diventare, per dire, vicepresidente del consiglio, o senatore a vita.

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17 settembre 2008

Pagina due

Pagina due de il Manifesto. Il buco nell'ozono si allarga di nuovo. Sembra che nel 2006 fosse tanto grande quanto lo era nel periodo di massima estensione. Adesso, nel 2008, pare che sia un po' più largo del 2007 (aveva iniziato a richiudersi?). Quindi sono ancora a rischio tutte le specie animali dei poli. E la microfauna marina. E anche gli orsi polari (che fine ha fatto Licia Colò?). Eppure su Panorama, neanche poco tempo fa, avevo letto proprio il contrario.

La notizia mi ha fatto un po' riflettere sulla realtà del mondo giornalistico, un mondo dove una notizia, dopo due giorni, è già vecchia. I giornali non sono la nostra memoria, figuriamoci la nostra memoria storica. Quando ho letto nuovamente "buco nell'ozono" mi sono tornati in mente i giorni del liceo, le frasi sceme scritte a matita sui banchi, i viaggi in treno di ogni mattina. Ho provato come un misto di noia e di nostalgia, come se qualcuno stesse indossando un vecchio abito anni '70 senza essere stato invitato ad una festa a tema. Me ne sono subito pentita, perché mi sono resa conto che si tratta di una questione aperta, che non si è risolta, ma che probabilmente è già considerata da tutti acqua passata. Un po' come la Mafia in Sicilia o i problemi giudiziari di Berlusconi. Roba che esiste da anni, con la quale si sono fatti i conti in passato. Poi magari non si è concluso niente, ma puzza di naftalina e a nessuno viene voglia di riparlarne.

Cavolo, quanto tempo è che non accendo la televisione?

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