04 maggio 2007

Yu Miri

E' tanto che non parlo dei miei libri. Ultimamente ne sto leggendo molti (essere single aiuta). In realtà la verità è che ne sto finendo molti, perché sono quel tipo di lettrice che inizia una dozzina di libri uno dopo l'altro e poi li lascia sul comodino come tante parentesi aperte... finché non capita un periodo in cui c'è un po' più di tempo per leggere. In questo ultimo mese ho finito Ritratti di Praga di Banville, La Giocatrice di Go di Shan Sa, L'Opera al Nero di Marguerite Tourcenar, una raccolta di racconti intitolata Delitti di Natale (il che vi dà idea di quando l'abbia cominciata!) e per finire ho comprato ed iniziato Oro Rapace di Yu Miri. E' un libro che ho comprato per istinto. Vagavo in una libreria a Bassano del Grappa, dove sono stata in vacanza. Come è mio solito, ho perso mezza giornata girando tra gli scaffali. Girando qua e là finisco di fronte a questo libro, che in copertina ha un ragazzino disegnato in stile fumetto giapponese. Non so per quale motivo mi sono detta "deve essere interessante".
Adesso vale la pena spiegare che in realtà il 90% delle volte che si compra un libro in questo modo, il libro è una schifezza. Stavolta no. L'ho cominciato e la scrittura è semplice e pulita, cosa che accomuna un po' tutti gli scrittori giapponesi (anche se Yu Miri, ho scoperto, non è giapponese di origine). Così lo sto divorando velocemente. Se vi capita di perdervi in una libreria, cercatelo e dategli un'occhiata. Non è un romanzo che può piacere a tutti.

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08 febbraio 2007

Fumetto ritrovato

Ho comprato l'ultimo libro di Marco Travaglio. Avevo trovato buone recensioni in più di uno dei blog che leggo. Inoltre ho completato la mia raccolta di Calvin & Hobbes con l'ultimo dei volumi che mi mancavano: Tigrotto psicotico con istinto omicida. L'avevo regalato ad un bambino a cui ho fatto da madrina per la cresima, e me ne ero pentita due minuti dopo. Lui non sembrava apprezzare, io già sentivo il vuoto per quello spazio nella mia libreria.
Vi lascio una vignetta, per rendervi partecipi della mia felicità.

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24 gennaio 2007

Ode alla vita

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi
chi non cambia la marcia
chi non rischia e cambia colore dei vestiti
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore
chi evita una passione
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni
proprio quelle che fanno brillare gli occhi
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
chi e' infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia
chi non legge
chi non ascolta musica
chi non trova grazia in se stesso.

Lentamente muore
chi distrugge l'amor proprio
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della
pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga
maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza portera' al raggiungimento di una
splendida felicita'.

Pablo Neruda

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10 gennaio 2007

Strategie efficaci

Siccome la tv mi irrita sempre di più, ultimamente leggo il doppio ed esco ogni volta che posso. Ho comprato I Gemelli Fahrenheit di Michael Faber (quello de Il Petalo Cremisi). Ho letto la presentazione in quarta di copertina e si sbrodolano in accostamenti con Kafka. A me Il Petalo Cremisi era piaciuto, Kafka lo trovo un po' indigesto. Se stasera non andrò al cinema lo comincerò. Nel frattempo volevo consigliarvi un film: The Prestige. L'avete visto? Cercatelo e andatelo a vedere. Christopher Nolan era sceso un po' di tono dopo aver fatto Batman (anche se il suo è uno dei migliori, subito dopo quelli di Tim Burton)... ma qui sembra addirittura che Hugh Jackman reciti!!! E' c'è anche Michael Caine! ...e Christian Bale! ...e quella tipa bionda che sta sulle copertine di tutte le riviste... e per finire David Bowie in una parte stupenda!
Comunque, il film è bellissimo. Sapete, uno di quei film che esci dal cinema e non smetti di pensarci per ore e ore. E poi dopo due ore che sei uscita dal cinema ti giri verso il tuo ragazzo e gli fai: "Ehi! Ecco perché la moglie diceva sempre quella cosa!" e lui ti guarda e ti fa: "A Sabbrì... ma de che stai a parlà???"
Insomma avete capito, no? Quei film lì.
Andateci.

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18 dicembre 2006

Regalare libri

Tornata da Elsewhere, dove fa freddo, le case sono tutte uguali e la gente saluta per strada (a rischio di congelarsi le labbra. Entro nella mia libreria preferita per cercare un libriccino, "Morbose fantasie" di Tanizaki Junichiro, e la trovo piena di gente che si adopera a trovare il regalo giusto. Se non ti viene in mente niente di meglio, regala un libro. Pare che sia ancora il comune pensiero.
Però penso al fatto che in Italia l'80% delle persone legge uno o due libri all'anno. Io stessa compro più libri di quanti riesca a leggerne (e si accumulano sul mio comodino, stratificandosi). Mi pare di aver letto che addirittura siamo arrivati al paradosso: le persone che dichiarano di "scrivere" sono assai di più di quelle che dichiarano di "leggere". Insomma si comprano libri perché fa bella figura, perché è un regalo evergreen, perché agl occhi di chi lo riceve sembra sempre qualcosa di importante. E forse perché essere snob va di moda, e regalare la playstation suona da cretini. Però, e questo va saputo, raramente chi regala libri azzecca i gusti della persona che li riceve, a meno di essere veramente in confidenza (ed io avrei difficoltà anche con le persone più vicine, perché so che loro hanno spesso commesso lo stesso errore).
Forse la soluzione è regalare buoni acquisto alle librerie.

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